Nel gennaio 2025 Andrej Karpathy, ex direttore dell’IA di Tesla e tra i membri fondatori di OpenAI, ha pubblicato un thread su un nuovo modo di scrivere software che stava sperimentando.
Lo ha chiamato “vibe coding”. Si descrive ciò che si vuole in linguaggio naturale. L’IA lo realizza. Il codice lo si guarda appena. Ci si lascia guidare dalle vibrazioni.
Scherzava solo a metà. Internet l’ha presa sul serissimo.
Pieter Levels non aveva bisogno di dargli un nome: lo stava già vivendo.
Levels ha portato alla redditività sette prodotti senza finanziamenti esterni: RemoteOK, NomadList, PhotoAI, InteriorAI e altri. ARR complessivo: oltre 4 milioni di dollari. Dipendenti: zero. Laurea in informatica: nessuna.
Il suo processo è in sostanza: trovare un problema che le persone hanno, aprire Cursor, descrivere il prodotto a Claude, lanciarlo in un weekend, iterare in base al feedback degli utenti. Gestisce tutto da un laptop in un bar.
I tradizionali filtri d’accesso (lauree in informatica, grandi team, capitale di rischio) non sono scomparsi. Ma non sono più indispensabili.
Cosa sta succedendo davvero?
Il vecchio modello di sviluppo software aveva una soglia d’ingresso molto alta. Per lanciare qualcosa di significativo bisognava conoscere strutture dati, reti, database, deployment, sicurezza. Ci volevano anni per acquisire questa padronanza.
L’IA ha abbassato drasticamente la soglia senza abbassare il tetto. Oggi si può descrivere un prodotto SaaS funzionante in linguaggio semplice e avere qualcosa di operativo in un pomeriggio. Il tetto (ciò che si può realizzare sapendo davvero cosa si sta facendo) è più alto che mai.
La competenza che sta acquistando valore non è “saper scrivere un ciclo for”: è gusto, giudizio e conoscenza del dominio.
Un’infermiera oggi può creare un sistema di accettazione dei pazienti. Un avvocato può creare uno strumento di analisi dei contratti. Un insegnante può creare un’app di tutoraggio personalizzato. Chi conosce meglio il problema non è più bloccato nel realizzare la soluzione.
Ecco cosa succede quando si abbassa il costo del creare: si creano più cose. Per lo più mediocri. Alcune straordinarie. Poche cambiano interi settori.
Il software sta diventando un mezzo espressivo, come la scrittura o la fotografia. La barriera d’ingresso è appena crollata. Chi prima aveva solo idee ora può anche realizzarle.
E questo cambia radicalmente chi creerà la prossima generazione di aziende.